giovedì 20 giugno 2013

Zitto e nuota... nuota e nuota...



Stasera mentre facevo 60 vasche da 25 metri, stile stile stile rana stile stile stile dorso e così via senza pausa all’aperto con tutta la corsia per me,  ripensavo alla mia svolta in acqua.
Era il lontano 2005 e mi trovavo in ferie  in Egitto  quando ho realizzato che era assurdo guardare quel mare cristallino ed essere idrofobica.
Durante l’escursione in barca, fatta esclusivamente  per amicizia, mi trovai in un’isola sdraiata sul telo mare tutta impomatata sotto i raggi del sole cocente a farmela passare. Mentre gli altri facevano   snorkeling  fra coralli e pesci colorati io leggevo  “Veronica decide di morire” consigliatomi da varie persone ma da me non apprezzato al punto dal pensare di voler morire assieme a Veronica.
Sarà stata  quella lettura a far si che nel pomeriggio, durante l’esplorazione in mare aperto,  mi lanciassi dalla barca con il giubbotto salvagente. Io che per una vita avevo affrontato il mare al massimo  fino alle ginocchia mi ero lasciata trasportare dalle onde.  Sembravo un cimice che cade sul dorso e si dimena  per recuperare la posizione senza riuscirci e con un terrore tale che mi ha spinto a levare i piedi a mollo il prima possibile ma con la voglia, una volta tornata, di provare  a imparare a nuotare
Del 2008 c’è una bellissima foto che mi vede  sola in mezzo al mare.   La mia amica, la stessa che mi aveva fatto salire sulla barca, mi disse mentre sguazzavamo pacificamente in altre acque:” Lo sai che qui non tocchi più?” le sorrisi e lei corse fuori  per immortalare quell’evento storico.
Quella paura oggi si è trasformata in un mio  hobby, forse è stata la prima volte in cui  ho realizzato che non mi piace stare a bordo piscina o strada a fare da spettatrice.

p.s. le 60 vasche in 45' sono il mio nuovo record

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